Tre Terre Canavesane | AGLIÈ
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La manifestazione

SABATO 15 LUGLIO

PROGRAMMA

Dalle ore 19.30 – Piazza Castello di Agliè
Ingresso comprensivo di calice e degustazioni enogastronomiche

APERTURA AREA ENOGASTRONOMICA

12 Aziende Vinicole del Consorzio di Tutela DOC Caluso, Carema, Canavese
CANTINA DI CAREMA – Carema
CANTINA DELLA SERRA – Piverone
LA MASERA – Piverone
POZZO – Viverone
LA CAMPORE – Caravino
SANTA CLELIA – Mazzè
GNAVI CARLO – Caluso
GIACOMETTO – Caluso
ORSOLANI – San Giorgio
CIECK – San Giorgio
CARETTO – San Giorgio
MASSOGLIA – Agliè


14 Maestri del Gusto Slow e Artigiani del gusto per le specialità gastronomiche e agroalimentari
Az. Agr. LA CASCINASSA – Pavone
Le Tome di VILLA – Gauna di Alice Sup.re
Salumicio NADIA – Arè di Caluso
Pasticio Artigiano IL CASTELLO – Caravino
Panetteria ALFONSI BIGI – Agliè
STRADA DEL RISO VERCELLESE DI QUALITÀ – Vercelli
Az. Agr. CASCINA CEICH – Agliè
Az. Agr. Bio NEATO – Borgo d’Ale
Az. Agr. Bio MIRBI’ – Moncrivello
Az. Agr. Il Re Lumaca – Moncrivello
Apicoltura MARIO BIANCO – Caluso
Gelateria A LA MODA VEJA – San Martino
Distilleria REVEL CHION – Chiaverano
Az. Agr. L’ORT DE TCHAMPY – Campiglia Soana
Birricio RABEL – Montalto Dora

Mixology Erbaluce – Mixology Amaro Arduino

i nuovi cocktail a base di Erbaluce e Vermouth Carlo Alberto a cura di
Consorzio Tutela Erbaluce e Compagnia dei Caraibi ed i nuovi cocktail
a base di Arduino, amaro d’erbe canavesane, a cura di
Consorzio Op.Turistici Valli Canavese.
Barman d’eccezione: Valter Baro.

Musica itinerante con la street band LA CURVA

Circo Vertigo Logo

Ore 22,00 CIRKO VERTIGO in “KABARET VERTIGO”

Filo teso, palo cinese, corda molle, tessuti aerei, trapezio… ci sarà da stare con il naso all’insù e il fiato sospeso nel vedere acrobati, equilibristi e trapezisti. In un imprevisto gioco che sovverte le leggi della gravità gli artisti sapranno catturarvi creando un’atmosfera effervescente e briosa che fonde e sublima le principali discipline artistiche. Un caleidoscopico spettacolo capace di emozionare ed incantare un pubblico di tutte le età portato in scena da un cast internazionale di artisti provenienti da tutto il mondo. Una sfida all’ultimo equilibrio, all’evoluzione più vertiginosa, al salto più spettacolare, in un confronto tra gusti, stili e sensibilità, e metà strada tra cielo e terra. In scena si alterneranno acrobati dell’aria e performer abituati a tenere i piedi ben saldi a terra. I bambini come gli adulti non cesseranno di fantasticare e viaggiare verso mondi lontani ammirando la danza sui tessuti, corpi leggeri che non temono di contrastare e smentire le stesse leggi di gravità. Dopotutto cos’è l’aria se non un mondo magico, leggero ed infinito in cui far vibrare le corde dell’anima: luogo ideale in cui mettere in scena spettacoli di luci, ombre e talenti in erba? E cos’è la terra se non il palcoscenico di una vita che non conosce certezza ma infinite possibilità di interpretazioni e visioni?

Biglietto d’ingresso all’evento 7 € e comprende 1 calice in vetro e la sacca porta calice
Bambini fino a 5 anni ingresso gratuito.
Dai 6 ai 12 anni biglietto ridotto a 3 euro

In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà presso il Salone Alladium in Strada Bairo.

CALICI TRA LE STELLE – LA STORIA

Agricoltori, produttori e trasformatori agro-alimentari, ovvero coloro che rappresentano il Gusto, sono i protagonisti diretti della manifestazione: presentano i loro prodotti e i cibi con essi preparati, raccontano i loro vini e i migliori abbinamenti con i piatti serviti. I produttori vitivinicoli del Canavese, grandi protagonisti della manifestazione, terranno le cantine aperte il giorno seguente in modo tale da far vedere ai visitatori la qualità del proprio duro lavoro.

In Agliè il prodotto enogastronomico per eccellenza, simbolo del paese, è il Torcetto, del quale si ha traccia già nel libro “Confetturiere piemontese” nel 1790. In uso nelle cucine della famiglia Reale Sabauda venne inventato da un panettiere di Agliè, a cui, mentre impastava il pane, avanzò della pasta che decise di mescolare con burro e uova, passandoli poi nello zucchero semolato o nel miele.

Il Castello Ducale costituisce il perfetto sfondo per un evento scenografico di grande suggestione nel quale l’enogastronomia, costituita dalle migliori aziende vitivinicole D.O.C.G. canavesane e dai Maestri del Gusto locali, si fonde con la cultura e la musica: esperti sommelliers saranno a disposizione per guidare gli ospiti in questo percorso di delizie per il palato e la gola. Questo incontro fra arte, cibo, prodotti della terra e cultura, senza dimenticare che qui si trova anche Villa Meleto dove a lungo visse e scrisse il poeta Guido Gozzano, ha fatto di Agliè la sede ideale per il Convivium, una sorta di sintesi degli eventi, che consisterà in una serie di cene tematiche e storiche preparate da cuochi “stellati”.

CASTELLO DUCALE DI AGLIE’

Il nucleo originario del Castello risale al XII secolo, epoca in cui il casato dei San Martino di Agliè iniziò a dominare il Canavese. Il Castello oggi si presenta in modo unitario, pur essendo il risultato di diverse fasi costruttive, articolatesi tra Sei, Sette e Ottocento. Del periodo medioevale restano oggi alcuni settori di muratura nell’area di nord-ovest del Castello, a testimonianza della prima fortificazione. Negli anni 1646-1657 Filippo di San Martino, consigliere della reggente Maria Cristina di Francia, realizzò la prima fondamentale trasformazione del maniero medioevale in residenza: il progetto, che la tradizione fa risalire ad Amedeo di Castellamonte, prevedeva un doppio affaccio verso il parco-giardino e verso il borgo. A questa fase risale la splendida facciata verso il giardino e i due grandi cortili interni, intorno ai quali si svilupparono gli appartamenti, collegati da lunghe gallerie. Sugli angoli della struttura erano poste delle alte torri secondo lo schema “a padiglione”. Della fase seicentesca si conserva lo splendido Giardino all’italiana collocato sulla sinistra della facciata d’ingresso al Castello, con il gioco di intersezioni delle siepi di bosso.

Quasi un secolo dopo, nel 1764, il Castello venne acquistato da Carlo Emanuele III per farne la residenza del figlio secondogenito Benedetto Maria Maurizio duca del Chiablese. Prese così consistenza un nuovo grandioso progetto di riqualificazione e di ampliamento del complesso, che prevedeva la ridistribuzione degli appartamenti ducali nella zona nord verso il Borgo, realizzata dall’architetto Ignazio Birago di Borgaro. Questi chiamò ad Agliè artisti ben noti alla corte: il Collino per la statuaria delle fontane, lo stuccatore Bolina per gli apparati decorativi del grande atrio d’ingresso o Salone di caccia. Anche i giardini, le cascine e i mulini vennero risistemati ad opera di Michel Benard. A questa fase risale anche la costruzione della Fontana dei Quattro Fiumi. Durante l’occupazione napoleonica (1802-1814) il Castello venne in parte trasformato in ricovero di mendicità e gravemente spogliato dei suoi arredi più preziosi, che presero la via della Francia. Attraverso Marianna, vedova di Benedetto Maria Maurizio, il Castello passò in eredità al fratello Carlo Felice, la cui vedova Maria Cristina (1849), inaugurò una nuova stagione di ripristino e riallestimento delle sale: l’aggiornamento degli appartamenti, secondo il nuovo gusto impero italiano, venne affidato all’architetto Michele Borda di Saluzzo. Ancora una volta, l’architetto condusse ad Agliè maestranze e artisti di corte: Paolo Cremona per gli stucchi della Cappella di San Massimo e Luigi Vacca per il Teatrino, ricavato nello spazio della Cappella di San Michele, ipotetico pendant di quella di San Massimo, che non fu mai realizzata. Le pareti di molti saloni, la Galleria Verde e gli appartamenti del secondo piano vennero rivestiti in papiers-peints, carte da parati dipinte a mano. Venne allestita la Sala Tuscolana, all’interno della quale è conservata la ricca raccolta archeologica della colta e raffinata coppia reale. Nel 1839, infine, si avviarono gli imponenti lavori di trasformazione del parco-giardino all’italiana in chiave paesaggistica: le rigorose simmetrie del Sei e Settecento vennero sostituite da boschi, radure, percorsi tortuosi; il grande bacino circolare in fondo al parco fu trasformato nel lago attuale, con isolotto e reposoir. Con la morte di Maria Cristina avvenuta nel 1849, il Castello passò in eredità a Carlo Alberto e al figlio cadetto Ferdinando, primo Duca di Genova.

Nel 1939 lo Stato acquista dai duchi di Genova le proprietà di Agliè e di Torino. A cura di Annamaria Aimone, Stefania Lumetta, Miriam Prencipe e Brigitta Zunino