Tre Terre Canavesane | Castellamonte
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La manifestazione

Scarica il pieghevole 2017 della Mostra della Ceramica cliccando qua.

Dal 9 settembre al 24 settembre 2017 a Castellamonte si svolgerà la 57a Mostra della Ceramica. Organizzata dall’amministrazione comunale con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e dell’Associazione Italiana Città della Ceramica, a cura di Giuseppe Bertero.

Il titolo scelto o, per meglio dire, la chiave di lettura di questa edizione della mostra, è METAMORFOSI, direttamente ispirata dall’incipit delle Metamorfosi, di Ovidio, Libro primo:

“A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi mi spinge l’estro. / O dei, se vostre sono queste metamorfosi ispirate il mio disegno…”. Questo concetto mette in evidenza le continue trasformazioni dell’arte della ceramica di Castellamonte, dalle sue famose stufe a tutti i suoi manufatti, dall’artigianato al design, per arrivare alle sculture in ceramica di importantissimi artisti.

Il sottotitolo, “…i racconti della terra rossa…” sottolinea le tante sfaccettature di un’arte versatile, dalle produzioni più umili a quelle più prestigiose, dalle produzioni seriali alle opere uniche.

Al primo piano di Palazzo Botton, infatti, sono esposte le più belle ed interessanti stufe realizzate dagli attuali produttori locali.

Si potranno ammirare quelle che si rifanno al gusto classico, di diverse grandezze, colori, decorazioni, simili ai modelli ancora oggi ospitati nelle dimore reali dei Savoia e dei nobili del Piemonte, in Russia ed in numerose altre parti del mondo. Accanto ad esse le stufe d’autore, come quelle di Enrico Baj, Ugo Nespolo, Ugo La Pietra, William Sawaya e un omaggio a Fortunato Depero. Infine, per stimolare un originale confronto estetico e tecnologico, quelle di più attuale progettazione, ma già famose nel mondo, come le stufe Stack, premiate con il “Compasso d’oro” assegnato dall’ADI, Associazione per il Disegno Industriale.

Funzionale a tale scopo anche il pregevole progetto realizzato dal Liceo Artistico StataleFelice Faccio” proprio su tali stufe, presentato con grande dovizia di particolari, dai progetti, ai modellini al video che illustra le varie fasi seguite durante la progettazione.

Nel percorso espositivo del primo piano, accanto alle stufe, una graditissima e lusinghiera sorpresa, una rinnovata installazione dell’artista Luigi Stoisa, che resterà permanente presso il Palazzo Botton.

Al secondo piano, un “racconto” altrettanto intrigante, avvolto dal mistero della creazione: una selezione di opere di artisti scultori conservate a Palazzo Botton (un vero e proprio “tesoretto”).

Si tratta di opere di artisti che hanno lavorato a Castellamonte o che sono stati ospiti nelle varie edizioni della Mostra della Ceramica. Tra coloro che si sono resi protagonisti della storia della “Città della Ceramica”, un posto di rilievo spetta indubbiamente ad Angelo Barengo, attivo tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso.

A seguire, coloro che hanno dato lustro, negli anni, all’attuale Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”, (nata come Regia Scuola per l’arte della ceramica, poi Istituto d’Arte), artisti del calibro di Enrico Carmassi, Ugo Milani, Alfeo Ciolli, Renzo Igne.

Seguono, di stanza in stanza, artisti e ceramisti di fama nazionale ed internazionale come Enrico Baj, Arnaldo Pomodoro, Ugo Nespolo, Carlo Zauli, Salvatore Cipolla, Nino Ventura, Nino Caruso e tanti altri.

Nella prestigiosa Sala Consigliare del Palazzo, un omaggio a Nicola Mileti, storico ed appassionato curatore delle passate edizioni della Mostra della Ceramica. Sarà esposta una sua opera e un “Pitociu”a lui ispirato voluto e modellato da Adriano Filippi.

Centro Congressi Martinetti

Al Centro Congressi Martinetti, su due piani, le opere di artisti scultori/ceramisti, con un “racconto” ancor più dinamico, segnato dalla creatività, dalla perizia tecnica, dalla continua ricerca. Gli equilibri formale e cromatico si coniugano con maestria, producendo risultati di grande bellezza.

Si potranno ammirare sia le produzioni di artisti che vivono e lavorano nella Città e nel Canavese, sia di altri che ad essa sono legati da esperienze comuni sull’arte della ceramica, da assonanze e legami affettivi. Artisti noti sia livello nazionale che internazionale le cui opere compaiono presso mostre e musei in diversi Paesi del mondo.

Il Salone ospita inoltre i laboratori di alto e pregiato artigianato, in parte legato alla tradizione di Castellamonte, rivista e reinterpretata, e prodotti di design destinato alla casa e all’arredo.

In ultimo, i “gioielli in ceramica da indossare” a cura del CNA di Torino.

Ancora al Centro Congressi, presso la Sala Conferenze, i manifesti di tutte le edizioni della Mostra della Ceramica di Castellamonte, dal 1961 ad oggi.

 

Al Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”, punto imprescindibile nel percorso espositivo della mostra, l’istruzione e la formazione dei nuovi talenti nell’arte della ceramica e non solo.

“Il legame fra la Mostra della Ceramica di Castellamonte ed il Liceo Artistico “Felice Faccio” parte da lontano e caratterizza nella sua storia l’evoluzione di un percorso creativo che è esso stesso storia della città della Ceramica.

Difficile affermare in che misura scuola e produzione artistica di Castellamonte siano state reciprocamente funzionali l’una all’altra.

 

 

A partire dal 1922, quando fu istituita la Scuola d’Arte con l’obiettivo di fornire le maestranze professionali in grado di rispondere alla crescente richiesta nelle fabbriche di ceramica di Castellamonte, l’ex Istituto d’arte e attuale Liceo artistico è diventato punto di riferimento culturale e artistico per tutto il Canavese” (Antonio Balestra, Dirigente Scolastico Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”).

A queste sedi espositive si aggiungono quelle gestite e allestite da privati:

CASA MUSEO FAMIGLIA ALLARIA
CASA GALLO – CANTIERE DELLE ARTI
CENTRO CERAMICO MUSEO FORNACE PAGLIERO
LA CASTELLAMONTE

L’Amministrazione Comunale ha intenzione di favorire dei tour presso i vari centri di produzione delle opere ceramiche, distanti pochi chilometri dal centro di Castellamonte.

Negli auspici degli amministratori e del curatore della mostra anche la visita ai “castelletti”, in frazione Sant’Anna Boschi, affascinante luogo estrattivo dell’argilla rossa di Castellamonte.

I Castelletti di San Anna

CASA MUSEO FAMIGLIA ALLAIRA

Il complesso di abitazioni costruite nel tempo dagli antenati degli attuali discendenti risale come primo nucleo al 1500, con successive aggiunte, restauri, cambi di utilizzo nei secoli seguenti sino al 1970 anno in cui la famiglia Allaira ritornò ad abitare a Castellamonte, dopo 20 anni di soggiorno a Milano. La Casa Museo della Famiglia Allaira è inserita nel contesto urbano più antico del borgo di Castellamonte, alle falde della collina-fortezza dominata dal “Castrum montis” di romanica memoria. Rispecchia centinaia di anni di vita di Castellamonte, nata e sviluppata nel tempo con l’estendersi della famiglia con vari corpi di fabbricato che mano a mano si aggiungevano nel ‘700 e ‘800.

Alla fine del 1960 l’area della vecchia fabbrica ormai in disuso e delle abitazioni sono state restaurate e riconvertite, rispecchiando fedelmente i vari momenti di vita familiare con ambienti originali (cucine, salotti, sale e corridoi) risalenti al ‘600,’700, ‘800 e ‘900, tuttora abitati dalla famiglia. A testimonianza della fabbrica di ceramiche resta il grande forno di cottura a fiamma rovesciata. L’allestimento espositivo riguarda 7 sale arredate ed un laboratorio di restauro.

CASA GALLO – CANTIERE DELLE ARTI CASTELLAMONTE

Sandra Baruzzi –  Guglielmo Marthyn

“CERAMICHE ARTISTICHE NEL CONTEMPORANEO”

Gli artisti condividono lo spazio di Casa Gallo, cortile e giardino del Cantiere delle arti di Castellamonte. Nelle sale espositive, ognuno presenta le opere d’arte realizzate nel 2017, mettendo in evidenza la continua ricerca sia stilistica che tecnologica che li connota.

Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn utilizzano l’argilla come materia espressiva, sperimentandone la plasticità ed elaborando ricette di smalti e cristalline uniche per l’alta temperatura (1200°C), inserendosi nel patrimonio artistico e culturale non solo del territorio canavesano ma anche nazionale e internazionale.

Sandra Baruzzi ci presenta l’inedita raccolta   FLOWERS …per dirlo con un fiore…” composta da una quindicina di opere, Guglielmo Marthyn con “Racconti” ci porge venti inedite ceramiche d’arte.

FornacePagliero_esterno_©focusgrafica

Mostra personale con opere di grandi dimensioni in terra rossa naturale e smaltata di Castellamonte dell’artista Nino Ventura, oltre agli artisti Giorgio Moiso, i ListaFila (Alessandro Lista e Roberto Fila), Daniele Chechi con sculture in tecnica raku.

Un salone è destinato all’artista Teresa Rosa che esporrà opere artistiche proprie e di artigianato, oltre ai lavori eseguiti dagli allievi dei propri corsi di ceramica.

Sarà possibile visitare il laboratorio della Ceramiche Cielle e la collezione delle stufe e ornati ordinati nella galleria espositiva.

Nel percorso si possono ammirare opere ceramiche di Alessio TascaRiccardo BiavatiUgo La Pietra, Paolo Anselmo, Giovanni Matano.

 

LA CASTELLAMONTE

La Castellamonte nasce nella metà degli anni 80, creata da Roberto Perino, già ceramista dal 1975 e Silvana Neri.  Il loro marchio produce stufe seducenti e tecnologicamente avanzate, capaci di raccontare la tradizione della stufa di Castellamonte e la sua evoluzione tecnologica, in un’ottica di rispetto   dell’ambiente e di risparmio energetico.

Accanto alle linee tradizionali produce stufe contemporanee e oggi presenta la linea “Le Dinamiche “caratterizzata da un design che esprime dinamismo e movimento, tipici di un periodo di grandi trasformazioni.

Lo staff di La Castellamonte è composto da 15 persone, ed è presente sui mercati nazionali ed internazionali, grazie al conseguimento di certificazioni di conformità presenti nei vari Paesi.

INAUGURAZIONE

Presso il Centro Congressi Piero Martinetti, alle ore 15:00

GIORNI DI APERTURA

Sabato e domenica dalle 10:00 alle 22:00.

Da lunedì a venerdì dalle 18:00 alle 22:00

Ufficio stampa: 0124.51.87.216 – 335.140.46.89

E-mail: cultura@comune.castellamonte.to.it

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Il Castello di Castellamonte

Le prime notizie sono documentate dal 1066, ma la struttura doveva già esservi nei decenni precedenti. Furono i discendenti di Arduinomarchese d’Ivrea e poi re d’Italia, i Conti di Castellamonte che lo trasformarono in una delle più complesse strutture fortificate del Canavese. Dalla rocca, il muro di cinta scendeva verso la pianura cingendo l’intera collina, fino a raggiungere la strada che collegava Cuorgnè ed Ivrea. Lungo il muro del castello, dove si aprivano le sette porte ancora oggi visibili, e la strada che vi correva si sviluppò il paese, che appunto prese il nome dal suo castello.

Il primitivo castello fu distrutto durante il tuchinaggio nella rivolta dei tuchini del 13831387, nel corso della guerra del Canavese, che devastò la regione a partire dal 1339. I Castellamonte, infatti, alleati dei San Martino, appoggiati dai Savoia, furono posti sotto assedio da parte dei Valperga e dei loro alleati, i marchesi del Monferrato, che tentavano di espandersi nella zona. La rivolta iniziò nelle terre dei Castellamonte e poi dilagò in tutto il Canavese, con eccidi di feudatari e distruzioni di castelli. Solo nel 1387 Ibleto di Challant, inviato da Amedeo VIII di Savoia, riuscì a riportare la calma e la “pax sabauda”.

Il castello fu ricostruito all’inizio del Quattrocento. Di quell’epoca restano la torre-porta del muro di cinta, la torre-porta di ingresso al castello e l’impianto generale del castello, con i quattro edifici sorti intorno alla strada di accesso. I due edifici verso nord contengono al loro interno varie testimonianze del periodo. Ulteriori devastazioni avvennero nella prima metà del Cinquecento, durante le guerre tra francesi e spagnoli, durante l’incursione del maresciallo de Brissac in Canavese del gennaio 1552.

Negli anni Sessanta del Seicento, Amedeo di Castellamonte, Primo architetto dei Savoia e autore della Reggia di Venaria, ereditò da uno zio d’acquisto i ruderi del castello e lo ricostruì come sua abitazione. L’architetto di Sua Altezza riplasmò il palazzo bianco tra le mura duecentesche e le torri quattrocentesche, sulla sagoma dell’antico edificio medievale che gli antenati conti di Castellamonte, discendenti di Re Arduino, avevano costruito intorno all’anno Mille.

Alla metà dell’Ottocento furono i conti di San Martino ad aggiungere la caratteristica Torre Rossa in stile neo-gotico, facendola decorare con la terra rossa tipica di Castellamonte.
Oggi i saloni della Torre Rossa, passati ai conti Ricardi di Netro, l’antico giardino a balconata, il profilo irregolare e suggestivo delle architetture accolgono concerti, feste e mostre, tra cui l’annuale Mostra Internazione della Ceramica.